L’economia statunitense e la recessione mondiale, le probabili cause
Soffrono un po’ le tecnologie italiane per la lavorazione del legno. E’ terminata infatti l’ondata positiva delle produzioni che teneva banco da tre anni. Lo rende noto l’ufficio studi di Acimall, che ha realizzato un’indagine congiunturale relativa al primo trimestre del 2008, secondo la quale gli ordini hanno subito una contrazione del 5,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. Le cause sono molteplici e non possono essere ascritte esclusivamente ai naturali cali ciclici, tipici del settore, ma vanno ricercate oltralpe. Precisamente in quelle difficoltà di carattere macroeconomico che hanno determinato la recessione economica statunitense e la sostanziale stagnazione europea.
La riduzione delle ordinazioni nel primo trimestre del 2008 risulta ancora più apprezzabile in confronto allo stesso periodo del 2007, che ha chiuso con risultati decisamente buoni.
Come viene percepita dagli operatori questa “crisi”? Il 65 per cento degli intervistati giudica stazionaria la produzione nel primo trimestre 2008, il 26 per cento in crescita, il 9 per cento propende per una diminuzione.
Secondo le dichiarazioni degli intervistati, la diminuzione della domanda è stata più forte nel mercato interno (meno 8,5 per cento), mentre il calo degli ordini dall’estero è stato del 5 per cento. Nel primo trimestre 2008 i prezzi hanno subito un incremento dell’1,5 per cento (dovuto probabilmente alla tradizionale revisione dei listini che avviene generalmente all’inizio di ogni nuovo anno). L’occupazione viene indicata stazionaria dal 76 per cento del campione, in aumento dal 18 per cento e in diminuzione dal 6 per cento. Le giacenze risultano stabili nel 71 per cento dei casi, in diminuzione nel 9 per cento e in crescita nel restante 20 per cento.
Gli operatori del settore si lasciano andare a riflessioni lievemente pessimiste. Secondo gli intervistati, nell’immediato futuro gli ordini interni rimarranno ai livelli attuali (47 per cento), aumenteranno ulteriormente (15 per cento) e diminuiranno (38 per cento). Per il 47 per cento del campione, il mercato estero nei prossimi mesi rimarrà stabile, per il 21 per cento aumenterà leggermente, mentre per il 32 per cento potrà verificarsi una ulteriore contrazione. Gli intervistati si dichiarano anche preoccupati per il tasso di cambio e sfiduciati per la perdita di competitività del sistema Italia, nonostante il mercato delle importazioni sia in crescita, pur mantenendo l’export un ruolo trainante. Ambrogio Delachi, presidente di Acimall, si è comunque dichiarato fiducioso circa la capacità del settore di trovare le soluzioni per superare questo momento di difficoltà. “Nel passato – afferma Delachi – abbiamo affrontato sfide più impegnative e raggiunto ottimi risultati, grazie alla capacità dei produttori italiani di rispondere alla domanda dei propri clienti attraverso la ricerca della qualità e la personalizzazione delle soluzioni. Ma i nostri prodotti devono diventare più competitivi e per questo è necessaria una politica che incentivi gli investimenti degli imprenditori, sia con una concreta politica di detassazione – quali, a esempio, la liberalizzazione delle quote di ammortamento degli investimenti in mezzi di produzione – che con iniziative che siano di sostegno alla formazione di tecnici e specialisti. Il Sistema Paese può e deve rappresentare un punto di forza, specialmente nei momenti più complessi, ed è dunque indispensabile un impegno comune di tutte le parti interessate. Un esempio viene dal disegno di legge “Industria 2015”, recepito nella Finanziaria 2007, che fornirà importanti strumenti alla innovazione tecnologica, un incentivo a cui il mondo imprenditoriale italiano guarda con grande interesse”.
|